
La nostra storia
Oltre 100 anni di cultura, comunità e spirito italiano a Calgary
La storia del Calgary Italian Cultural Centre è anche la storia di Calgary: una città costruita da immigrati arrivati con poco, che hanno lavorato con determinazione e creato qualcosa destinato a durare per generazioni. Da una piccola associazione che si riuniva nelle case private nel 1918 a un fiorente centro culturale nel cuore della città, il CICC ha attraversato depressioni economiche, guerre, incendi e persino una pandemia globale. Ciò che non è mai venuto meno è l’impegno della comunità nel preservare il patrimonio italiano e nell’accogliere tutti coloro che ne condividono l’amore. Questa è la nostra storia.
La nostra missione
"L'obiettivo del Centro Culturale Italiano di Calgary è preservare la nostra cultura e il nostro patrimonio italiano. Il Centro è il luogo d'incontro per tutto ciò che è italiano." — Raymond Blasetti, ex Presidente
Le famiglie che hanno costruito questa comunità hanno rischiato tutto per una vita migliore e hanno dato molto più di quanto abbiano mai ricevuto. La loro eredità rivive in ogni partita di bocce, in ogni cena a La Cantina, in ogni borsa di studio assegnata e in ogni nuovo membro che varca le nostre porte. Vi invitiamo a far parte del prossimo capitolo.
La nostra storia, capitolo dopo capitolo
Oltre un secolo di storia merita più di un semplice riassunto: merita di essere raccontato come si deve. Qui di seguito troverete la nostra storia, suddivisa in quattro capitoli, ognuno dei quali rappresenta un'epoca cruciale nella vita di questa comunità. Dalle difficoltà dei primi coloni italiani al vivace centro culturale che siamo oggi, ogni capitolo testimonia ciò che le persone possono costruire quando si uniscono con uno scopo preciso, orgoglio e un amore condiviso per il proprio patrimonio.

Capitolo 1 — Gli inizi (dagli anni Dieci agli anni Quaranta)
I primi italiani arrivarono a Calgary intorno al 1910, attratti dal lavoro sulle ferrovie e dalla fiorente economia della città. Si stabilirono a Bridgeland, formarono comunità molto unite e infine fondarono la Loggia Giovanni Caboto nel 1918, un'associazione basata sulla cooperazione, il mutuo aiuto e la preservazione dell'identità italiana. La Grande Depressione ne decimò le fila e la Seconda Guerra Mondiale portò discriminazioni, internamento e dolore. Gli italo-canadesi furono etichettati come stranieri nemici. Molti nascosero le proprie origini. L'associazione faticò a sopravvivere e alla fine perse la sua sede. Ma la comunità resistette.
Capitolo 2 — Nuove radici (anni '50-'60)
Finita la guerra e con l'inizio di una nuova era petrolifera, gli italiani tornarono a Calgary con rinnovata speranza. Nel 1952 un piccolo ma lungimirante gruppo – composto da un lattoniere, un barbiere, un bidello e un falegname – costituì ufficialmente la Italo-Canadian Society of Calgary. Nel 1955 i due gruppi italiani rivali si unirono sotto un unico nome: il Calgary Italian Club. Nel 1959 acquistarono un fienile al 416 di 1st Ave NE per 17.000 dollari. Quel fienile divenne il cuore pulsante della comunità italiana di Calgary. Quando nel 1964 il governo si presentò per confiscare il loro vino, il Club mobilitò 500 persone, assunse un avvocato e riuscì a cambiare la legge.


Capitolo 3 — Una comunità cresce (anni '70-'80)
Negli anni '70 e '80 il Club si espanse in ogni direzione, lanciando la Scuola Italiana, la Columbus Savings and Credit Union, la Juventus Soccer Club e l'amatissima Sportsman's Dinner. Un incendio distrusse l'edificio nel 1976, ma fu ricostruito in un anno. Quando i debiti minacciarono di chiudere i battenti all'inizio degli anni '80, i soci organizzarono bingo, casinò e la leggendaria lotteria Ferrari, raccogliendo quasi un milione di dollari per beneficenza e saldando il mutuo entro il 1986. In ogni crisi, la comunità si è sempre dimostrata solidale.
Capitolo 4 — Il Centro oggi (2010-oggi)
Nel 2010, i soci hanno votato per rinominare il Calgary Italian Club in Calgary Italian Cultural Centre, un nome che rispecchiava la loro identità di sempre: aperto a tutti, profondamente radicato nella cultura e impegnato a favore dell'intera comunità di Calgary. Oggi, il CICC conta poco meno di 600 soci attivi, con una partecipazione totale della comunità che supera le 1.200 persone, includendo anche i familiari. Il Centro ospita vivaci campionati di bocce, una scuola italiana accreditata dalla scuola materna fino al liceo, il ristorante La Cantina, un ricco calendario di eventi e la collaborazione con Sorelle Catering per la ristorazione. A settant'anni dalla sua fondazione, il Centro rimane esattamente ciò che i suoi fondatori avevano immaginato: un luogo di ritrovo per tutto ciò che è italiano.

Lo sapevate?
La CICC nacque nel 1918 come una piccola loggia che si riuniva nelle case private: i membri pagavano una quota mensile di 1 dollaro per sostenersi a vicenda in caso di malattia o lutto.
Nel 1959, la comunità acquistò un fienile al numero 416 di 1st Ave NE per 17.000 dollari. Lo stesso indirizzo ospita ancora oggi il CICC.
Nel 1964, la RCMP (Royal Canadian Mounted Police) fece irruzione nelle case di 17 famiglie italiane e confiscò il loro vino fatto in casa. Il Calgary Italian Club reagì e, entro il 1967, riuscì a modificare la legge dell'Alberta per consentire alle famiglie di produrre vino in casa.
In 1976, fire destroyed the original building. The community regrouped and rebuilt — reopening on the same site just one year later.
La famosa lotteria Ferrari ha raccolto quasi un milione di dollari per enti di beneficenza di Calgary, contribuendo al contempo al pagamento del mutuo del club.
Dopo il devastante terremoto che colpì la zona vicino ad Avellino nel 1980, la comunità italiana di Calgary raccolse oltre un milione di dollari per gli aiuti alle vittime, proprio qui al Centro.
Nel 1988, il CICC ha ospitato la sede del Comitato Olimpico Italiano (CIO) in occasione delle Olimpiadi invernali di Calgary, dando vita al gruppo di danza folcloristica italiana di Calgary, che si esibisce ancora oggi.
Il CICC è aperto a tutti: non è necessario essere italiani per iscriversi, partecipare agli eventi o frequentare la scuola di italiano. Basta amare tutto ciò che è italiano.
